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	<title>Cellule Staminali</title>
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	<description>Guida e notiziario sulle terapie cellulari</description>
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		<title>Staminali riprogrammate: doccia fredda!</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Feb 2011 10:27:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fonti ed Estrazione]]></category>
		<category><![CDATA[cellule staminali adulte]]></category>
		<category><![CDATA[nuove ricerche cellule staminali]]></category>

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		<description><![CDATA[Il metodo Yananmaka, introdotto nel 2007, per riprogrammare cellule staminali adulte facendole regredire in cellule ‘bambine’, pare non sia del tutto sicuro. Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori italiani che ha osservato delle alterazioni e delle lacune nel Dna delle cellule staminali indotte con il conseguente rischio che le stesse diventino tumorali. La ricerca, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><script type="text/javascript"><!--
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<p>Il metodo Yananmaka, introdotto nel 2007, per riprogrammare cellule staminali adulte facendole regredire in cellule ‘bambine’, pare non sia del tutto sicuro. Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori italiani che ha osservato delle alterazioni e delle lacune nel Dna delle cellule staminali indotte con il conseguente rischio che le stesse diventino tumorali.<span id="more-245"></span></p>
<p>La ricerca, pubblicata online sulla rivista Cell Death and Differentiation, è stata coordinata da Pier Giuseppe Pelicci dell&#8217;Istituto Europeo di Oncologia (Ieo) e da Thanos Halazonetis dell&#8217;Università di Ginevra. Hanno collaborato anche l’Istituto Firc di Oncologia Molecolare (Ifom), l’Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia Genica e il Politecnico di Losanna.</p>
<p>Adesso che si è dimostrato che queste cellule, così promettenti per le terapie cellulari,  accumulano mutazioni genetiche, i tempi per ottenere delle cure esenti da pericoli sono più lunghi del previsto.  I risultati finora conseguiti nella sperimentazione restano comunque promettenti.</p>
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		<title>Cellule Staminali e Artrosi: si fa il punto</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 14:43:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Terapie Staminali]]></category>
		<category><![CDATA[trapianto e autotrapianto cellule staminali]]></category>

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		<description><![CDATA[Il consorzio europeo Adipoa è riunito da ieri, primo febbraio, all&#8217;Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna per fare il punto sui risultati sinora raggiunti nella ricerca della cura contro l’artrosi che prevede l’impiego delle cellule staminali estratte dal tessuto adiposo. Il progetto Adipoa è stato avviato circa un anno fa sotto il coordinamento dell&#8217;Universita&#8217; di Montpellier [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><script type="text/javascript"><!--
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<p>Il consorzio europeo Adipoa è riunito da ieri, primo febbraio, all&#8217;Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna per fare il punto sui risultati sinora raggiunti nella ricerca della cura contro l’artrosi che prevede l’impiego delle cellule staminali estratte dal tessuto adiposo<span id="more-181"></span>.</p>
<p>Il progetto Adipoa è stato avviato circa un anno fa sotto il coordinamento dell&#8217;Universita&#8217; di Montpellier con un finanziamento dell&#8217;Unione Europea di oltre 9 milioni di euro approvato dalle Autorita&#8217; regolatorie europee. </p>
<p>I risultati sono incoraggianti e gli studi pre-clinici stanno dando buon esito. La scelta del tessuto adiposo come fonte di cellule staminali si è dimostrata valida e le cellule estratte pare riescano ad avere una funzione riparatrice sulla cartilagine danneggiata dall’osteoartrite, la patologia comunemente chiamata artrosi.</p>
<p>A questo punto si dovrà accertare la sicurezza delle cellule trattate. In pratica si dovrà verificare che l&#8217;isolamento e la crescita delle cellule staminali estratte dal tessuto non provochino danni al patrimonio genetico dei pazienti trapiantati. Superato questo scoglio si arriverà alla fase clinica con la sperimentazione su pazienti affetti da artrosi avanzata al ginocchio.</p>
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		<title>Morto Mc Culloch, lo scopritore delle cellule staminali</title>
		<link>http://www.staminali.com/morto-mc-culloch-lo-scopritore-delle-cellule-staminali/</link>
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		<pubDate>Sun, 23 Jan 2011 13:48:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Etica e Religione]]></category>
		<category><![CDATA[nuove ricerche cellule staminali]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 12 gennaio scorso, all&#8217;eta&#8217; di 84 anni, si è spento il canadese Ernest McCulloch. Lo scienziato faceva parte dell&#8217;équipe che, cinquanta anni, fa scopri&#8217; l&#8217;esistenza delle cellule staminali. Furono Ernest McCulloch e il collega di ricerca James Till ha inventare il primo metodo per individuare le cellule staminali sui topi. I loro lavori sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--adsense--></p>
<p>Il 12 gennaio scorso, all&#8217;eta&#8217; di 84 anni, si è spento il canadese Ernest McCulloch. Lo scienziato faceva parte dell&#8217;équipe che, cinquanta anni, fa scopri&#8217; l&#8217;esistenza delle cellule staminali.<br />
Furono Ernest McCulloch e il collega di ricerca James Till ha inventare il primo metodo per individuare le cellule staminali sui topi. I loro lavori sono considerati come quelli che hanno rivoluzionato la ricerca in biologia cellulare.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Calvizie: la causa nelle cellule staminali</title>
		<link>http://www.staminali.com/calvizie-la-causa-nelle-cellule-staminali/</link>
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		<pubDate>Sun, 09 Jan 2011 20:19:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Capelli]]></category>
		<category><![CDATA[Terapie Staminali]]></category>
		<category><![CDATA[cellule staminali capelli e trapianto cura calvizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 2011 si apre con una importante scoperta sulle cause della calvizie comune. Le cellule staminali quelle che da tempo sono considerate come una possibile cura della patologia che, nella sola Italia, colpisce oltre 10 milioni di persone in gran parte di sesso maschile, sembrano avere un ruolo determinante nella caduta dei capelli. Le cause [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--adsense--></p>
<p>Il 2011 si apre con una importante scoperta sulle cause della calvizie comune. Le cellule staminali quelle che da tempo sono considerate come una possibile cura della patologia che, nella sola Italia, colpisce oltre 10 milioni di persone in gran parte di sesso maschile, sembrano avere un ruolo determinante nella caduta dei capelli.<span id="more-84"></span></p>
<p>Le cause di quella che, tecnicamente, viene definita alopecia androgenetica, si sa sono di carattere ormonale con una predisposizione ereditaria dei soggetti interessati. E, alla base di questa predisposizione ereditaria, sembra ci sia un difetto nel codice genetico che provocherebbe un&#8217;anomalia nelle staminali progenitrici dei follicoli piliferi, le stesse che danno vita a cellule fondamentali per la salute dei capelli.</p>
<p>La nuova scoperta è il frutto degli studi dei genetisti dell&#8217;Università&#8217; della Pennsylvania in Usa, guidati da George Cotsarelis che da anni cerca la chiave genetica che conduce alla perdita dei capelli.  Svelare il meccanismo cellulare che sta alla base dell&#8217;alterazione del Dna, assicura Cotsarelis, renderà più facile trovare delle nuove ed efficaci cure.</p>
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		<title>Iodase Staminal Instant</title>
		<link>http://www.staminali.com/iodase-staminal-instant/</link>
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		<pubDate>Tue, 04 Jan 2011 11:27:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Terapie Staminali]]></category>
		<category><![CDATA[cellule staminali vegetali]]></category>

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		<description><![CDATA[Alcuni lettori ci hanno chiesto lumi sul prodotto commerciale Iodase Staminal Instant. Cosa si tratta? E’ efficace? Quanto costa? Cosa c’entrano le staminali? Queste alcune della domande che ci sono pervenute. Innanzi tutto ci scusiamo con coloro che ci seguono per motivi più seri di quelli connessi alle problematiche del trattamento della cellulite, poi, cerchiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--adsense--></p>
<p>Alcuni lettori ci hanno chiesto lumi sul prodotto commerciale Iodase Staminal Instant. Cosa si tratta? E’ efficace? Quanto costa? Cosa c’entrano le staminali? Queste alcune della domande che ci sono pervenute. Innanzi tutto ci scusiamo con coloro che ci seguono per motivi più seri di quelli connessi alle problematiche del trattamento della cellulite, poi, cerchiamo di esaudire le richieste. <span id="more-80"></span></p>
<p>Secondo il produttore, il fluido concentrato, utilizza la tecnologia più recente degli estratti da cellule staminali vegetali combinata ad un selezionata miscela di oli essenziali. Il prodotto aiuta a risvegliare e riattivare le cellule staminali cutanee meno attive, ringiovanendo quelle preesistenti agendo con rapidità e riducendo l’evidenza della cellulite e combattendone gli inestetismi cutanei.</p>
<p>Per quanto riguarda il costo, Iodase Staminal Instant si vende in tubo da 150 ml ad un prezzo che oscilla intorno ai 50 euro. Sul web si può trovare anche a meno e su Ebay si riesce ad averlo anche a prezzi prossimi ai 30 euro. Questa è la domanda facile. </p>
<p>Come agisce? Secondo la pubblicità: “Riduce l’aspetto tipico degli inestetismi della cellulite distendendo la pelle e rendendola più tonica e compatta. Gli effetti estetici si evidenziano, subito, già dopo pochi minuti dall’applicazione. Gli estratti da cellule staminali vegetali, contenute nel fluido concentrato, svolgono un’azione rigenerativa sulla pelle permettendo nel periodo di trattamento di contrastare gli inestetismi cutanei in maniera mirata e continuativa. Il massaggio, effettuato con il prodotto, esplica varie azioni. La miscela di purissimi oli contenuti all’interno della formulazione è studiata per aiutare l’azione rigenerante delle cellule staminali di natura vegetale, estratte dalla mela, fondamentali per mantenere un trofismo tissutale equilibrato”. </p>
<p>E’ efficace? Funziona? Il problema e se le cellule staminali vegetali possono stimolare quelle animali? Molti esperti lo escludono categoricamente altri ammettono che le cellule staminali estratte dalla mela, pare, abbiano un certa capacità rigenerativa. Noi, non ci pronunciamo: testare l’efficacia di un prodotto medico o cosmetico è qualcosa di complesso non alla portata del privato cittadino. Nel web si trovano molte testimonianze di donne che hanno provato il prodotto ma sono contrastanti. Diciamo che “mediamente” il prodotto pare abbia una certa efficacia ma non quella dichiarata  dal produttore. </p>
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		<title>Cellule Staminali in Urologia</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 13:07:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Terapie Staminali]]></category>
		<category><![CDATA[trapianto e autotrapianto cellule staminali]]></category>

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		<description><![CDATA[L’incontinenza urinaria è un problema invalidante molto diffuso nella popolazione italiana. Di seguito riportiamo un comunicato stampa diffuso dalla Fondazione Italiana Continenza che illustra i risultati ottenuti in uno studio sperimentale che ha impiegato le cellule staminali ottenendo risultati incoraggianti che aprono interessanti prospettive nel trattamento di questa patologia. Il programma ha visto il coinvolgimento, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--adsense--></p>
<p>L’incontinenza urinaria è un problema invalidante molto diffuso nella popolazione italiana. Di seguito riportiamo un comunicato stampa diffuso dalla Fondazione Italiana Continenza che illustra i risultati ottenuti in uno studio sperimentale che ha impiegato le cellule staminali ottenendo risultati incoraggianti che aprono interessanti prospettive nel trattamento di questa patologia. Il programma ha visto il coinvolgimento, come capofila, della regione Piemonte e di altre sette regioni italiane. <span id="more-33"></span></p>
<p>LA FONDAZIONE ITALIANA CONTINENZA PRESENTA I PRIMI RISULTATI<br />
DELLO STUDIO SPERIMENTALE SULL’UTILIZZO DELLE CELLULE STAMINALI<br />
IN UROLOGIA AL CONGRESSO FIOG DI TORINO (1-2-3 DICEMBRE 2009)</p>
<p>Torino, 30 novembre 2009 – La Fondazione italiana continenza, ente senza fini di lucro, impegnata nella ricerca, informazione e prevenzione dell’incontinenza urinaria, presenta i risultati dello studio sperimentale e clinico sull’utilizzo delle cellule staminali. Questo studio fa parte del programma strategico: “Appropriatezza delle attività assistenziali e modelli organizzativi nella costruzione di reti integrate per la prevenzione, diagnosi e cura dell’incontinenza urinaria (IU)”, cofinanziato dalla Fondazione, nell’ambito della Politica di Ricerca e Sviluppo del Ministero della Salute (art. 12). Il Programma ha coinvolto oltre alla capofila Regione Piemonte, anche altre sette Regioni.</p>
<p>“I risultati già ottenuti in questa fase ci incoraggiano verso la sperimentazione nell’uomo ed aprono interessanti prospettive nel trattamento di una patologia estremamente frequente ed invalidante, qual è l’incontinenza urinaria &#8211; dichiara Roberto Carone, Urologo, Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione e responsabile della struttura complessa di Neuro-Urologia presso l’ASO CTO-M. Adelaide di Torino. “Non siamo in grado di fare previsioni precise, ma dal nostro punto di vista un risultato concreto è stato già raggiunto, il Ministero ha approvato il progetto riconoscendo per la prima volta l’incontinenza urinaria come patologia d’interesse primario”.</p>
<p>Nello specifico il progetto piemontese diretto dal Prof. Roberto Carone, oltre alla creazione di una Rete integrata di Centri per la prevenzione, diagnosi e cura dell’incontinenza urinaria, si è proposto di sviluppare un filone di ricerca innovativa sulle Cellule Staminali per il trattamento dell’incontinenza urinaria. Tale progetto, coordinato dal dott. Alessandro Giammò, neuro-urologo presso l’ASO CTO-M. Adelaide di Torino, prevede l’utilizzo delle cellule staminali mesenchimali. Si tratta di particolari cellule prelevate dal midollo osseo in grado di differenziarsi in molteplici tipi cellulari tra i quali le cosiddette cellule muscolari striate, ossia le cellule che costituiscono lo sfintere dell’uretra. Partendo dal presupposto fisiopatologico che l’incontinenza urinaria cosiddetta “da sforzo” dipenda essenzialmente da un deficit dello sfintere striato dell’uretra, la prospettiva dello studio prevede che tali cellule staminali impiantate nello sfintere deficitario ne possano determinare un recupero funzionale, riportando quindi ad una condizione di continenza.</p>
<p>Nei risultati finora ottenuti in vitro e nell’animale, le cellule staminali mesenchimali sono state isolate e la loro analisi ha confermato la naturale potenzialità di differenziarsi in precursori muscolari già in una fase di coltura precoce, ossia quella prevista per l’eventuale successivo utilizzo clinico. L’analisi dopo l’impianto nello sfintere dell’animale da laboratorio ha dimostrato la loro vitalità e tendenza a permeare e integrarsi con lo sfintere uretrale; poche invece migrano verso le altre strutture. Dai dati ottenuti si evince che le cellule trapiantate si integrano, ma non si fondono con le residenti, le cellule staminali non tendono a sostituire direttamente le cellule danneggiate, bensì si integrano senza fondersi ed agiscono mediante il rilascio di fattori chimici (trofici e immunomodulanti) che di fatto sarebbero i veri induttori della rigenerazione tissutale. Inoltre le staminali sono in grado di stimolare, nel sito di inoculo, la formazione di nuove placche neuro-muscolari e ciò potrebbe avere un ruolo importante in caso di atrofia muscolare da denervazione. Altro dato positivo è che non sono emersi aspetti di proliferazione e disseminazione incontrollata. </p>
<p>“Il programma è in linea con gli obiettivi della Fondazione che da sempre si propone di fornire indicazioni pratiche sulle soluzioni per affrontare l’incontinenza e di contribuire al superamento dei pregiudizi e del silenzio che circondano la malattia &#8211; continua Roberto Carone”.</p>
<p>Lo studio, tuttora in corso, prevede 3 fasi: la prima fase è quella laboratoristica in vitro per l’isolamento e l’espansione delle cellule staminali mesenchimali. Tale fase è condotta presso il Laboratorio Centro Trapianti Cellule Staminali e Terapia Cellulare; Ospedale Infantile Regina Margherita – Torino (Responsabile: Dr.ssa Franca Fagioli). La seconda fase è quella pre-clinica in vivo per l’impianto delle cellule nello sfintere uretrale nell’animale da laboratorio e lo studio del comportamento di tali cellule ed escludere il rischio di trasformazione neoplastica o di disseminazione. Tale fase è condotta presso il Dipartimento di Anatomia, Farmacologia e Medicina Legale &#8211; Università degli studi di Torino (Responsabile: Prof. Alessandro Vercelli) ed è la fase in cui ci si trova attualmente. L’ultima fase sarà la fase clinica di impianto delle cellule (prelevate dallo stesso paziente, cosiddetto trapianto autologo) nello sfintere uretrale dei pazienti affetti da incontinenza urinaria da sforzo, al fine di indurne la rigenerazione ed il recupero funzionale. Tale impianto verrebbe effettuato in anestesia locale presso l’UO di Neuro-Urologia dell’Azienda Ospedaliera CTO-M. Adelaide di Torino (Direttore: Prof. Roberto Carone) e l’UO di Urologia dell’Ospedale G. Bosco di Torino (Direttore: Prof. Giovanni Muto) mediante una semplice puntura sotto controllo ecografico, utilizzando una particolare sonda “trans-uretrale”.</p>
<p>“La scelta di utilizzare le cellule staminali mesenchimali è stata dettata da diversi fattori – conclude Carone – si tratta di cellule facilmente isolabili da piccole quantità di midollo osseo che posseggono una elevata capacità di proliferare, rinnovarsi e di differenziarsi nei precursori delle cellule muscolari, i mioblasti; la loro sicurezza in campo clinico è stata ampiamente dimostrata dal loro utilizzo sperimentale in svariate condizioni patologiche (SLA, osteoartrite, distrofia muscolare, infarto del miocardio, ecc.), non inducono reazione di rigetto nell’ospite, posseggono un’azione anti-apoptosica (anti-morte cellulare) quindi potrebbero potenzialmente giocare un ruolo positivo nello squilibrio tra le cellule che muoiono e le cellule che si riproducono (apoptosi e anti-apoptosi), possibile causa del declino della funzione sfinterica legata all’invecchiamento. Tutti questi aspetti le rendono candidate ideali in strategie terapeutiche di terapia cellulare per molte malattie degenerative e post-traumatiche causate da un danno o una perdita cellulare.”</p>
<p>***</p>
<p>La Fondazione italiana continenza, ente senza fini di lucro, nasce nel 2000  e si propone di far conoscere  all’opinione pubblica le tematiche dell’incontinenza, di identificare i bisogni dei pazienti e le possibili soluzioni, di contribuire al miglioramento della loro qualità di vita e al superamento degli aspetti più critici della patologia. Inoltre, la Fondazione italiana continenza vuole contribuire a migliorare l’educazione sanitaria dei cittadini in materia di incontinenza, contribuire alla preparazione degli operatori sanitari e sostenere il principio della qualità dei servizi delle strutture sanitarie in termini di prevenzione, riabilitazione e cura. Oltre a promuovere la ricerca, l’istituzione di figure professionali specifiche e la sperimentazione scientifica, la Fondazione italiana continenza vuole svolgere un ruolo attivo in qualità di interlocutore del Ministero della Salute, delle Regioni  e delle altre istituzioni governative, per tutti i temi relativi a incontinenza urinaria e fecale.<br />
www.contenuti-web.com</p>
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		<title>Recuperare l’udito con le cellule staminali</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2009 09:42:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Terapie Staminali]]></category>
		<category><![CDATA[trapianto e autotrapianto cellule staminali]]></category>

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		<description><![CDATA[La sordità è una delle patologie invalidanti più diffuse. In genere, è dovuta al danneggiamento delle cosiddette cellule ciliate che si trovano nella coclea che, per la sua caratteristica forma, è conosciuta anche come chiocciola. Le cellule ciliate, che hanno la funzione di trasformare gli impulsi sonori e trasmetterli al cervello, non riescono a riprodursi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--adsense--></p>
<p>La sordità è una delle patologie invalidanti più diffuse. In genere, è dovuta al danneggiamento delle cosiddette cellule ciliate che si trovano nella coclea che, per la sua caratteristica forma, è conosciuta anche come chiocciola. Le cellule ciliate, che hanno la funzione di trasformare gli impulsi sonori e trasmetterli al cervello, non riescono a riprodursi, per cui, se danneggiate, provocano una sordità irreparabile. Le cellule ciliate morte non vengono rimpiazzate e di conseguenza, nella senilità, si va incontro ad una inevitabile e progressiva diminuzione delle capacità uditive.</p>
<p>Ricercatori dell’Università di Sheffield hanno prelevato alcune cellule dalla coclea dell’orecchio di feti di 9-11 settimane di vita. Queste cellule, coltivate in vitro per circa un anno, si sono trasformate in staminali capaci di differenziarsi e diventare anche cellule ciliate preposte all’udito. La scoperta ha enormi potenzialità terapeutiche e apre la strada allo sviluppo di cure contro la sordità basate su trapianti di cellule staminali. Una speranza concreta anche se ancora remota, per gli oltre 250milioni di non udenti di tutto il mondo. Unico neo è il problema etico dovuto al prelievo delle cellule della coclea dei feti. </p>
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		<title>Ordinanza sulle Staminali</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 21:30:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[leggi  norme cellule staminali]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ in vigore dal 1 Marzo l’ordinanza “Disposizioni in materia di conservazione di cellule staminali da sangue del cordone ombelicale”, firmata il 26 febbraio scorso dal Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali Maurizio Sacconi. Con il provvedimento si recepiscono le norme introdotte dal decreto legge n. 207 del 2008: “Proroga di termini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--adsense--></p>
<p>E’ in vigore dal 1 Marzo l’ordinanza “Disposizioni in materia di conservazione di cellule staminali da sangue del cordone ombelicale”, firmata il 26 febbraio scorso dal Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali Maurizio Sacconi. Con il provvedimento  si recepiscono le norme introdotte dal decreto legge n. 207 del 2008: “Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni finanziarie urgenti”, già convertito in legge il 24 febbraio 2009.<span id="more-32"></span></p>
<p>Decreto che all’art. 35, comma 14, rinvia al 31 dicembre 2009, il termine per l’emanazione di un decreto con cui sarà disciplinata la conservazione di sangue da cordone ombelicale per uso autologo sulla base di indicazioni sostenute da evidenze scientifiche. Sono fatti salvo i casi in cui la conservazione è ad uso dello stesso neonato o di un consanguineo con patologia in atto o nei casi di famiglie a rischio di avere figli affetti da malattie riconosciute trattabili con cellule staminali cordonali.</p>
<p>Nell’attesa dell’emanazione di tale decreto, continua ad essere consentita l’esportazione di campioni di sangue cordonale ad uso autologo ai fini della conservazione, secondo le modalità già previste dalle precedenti ordinanze.</p>
<p>Con la nuova ordinanza si vuole affermare il principio che la conservazione del sangue cordonale rappresenta un interesse primario per il servizio sanitario nazionale e si ribadisce quanto previsto dalle intervenute disposizioni legislative consentendo la conservazione e lo stoccaggio del sangue cordonale presso le strutture a ciò dedicate ai sensi delle disposizioni vigenti.</p>
<p><a href="http://www.ministerosalute.it/imgs/C_17_normativa_1894_allegato.pdf">Testo dell&#8217;Ordinanza</a></p>
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		<title>Nuovo Sistema Sicuro per Generare Staminali IPs</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 14:47:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Etica e Religione]]></category>
		<category><![CDATA[Fonti ed Estrazione]]></category>
		<category><![CDATA[cellule staminali adulte]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo quanto pubblicato su Nature, due team di ricercatori, uno canadese e uno britannico, sono riusciti a sviluppare un nuovo tipo di cellule staminali indotte (Ips) pluripotenti. Il nuovo sistema è eticamente compatibile perche&#8217; le staminali sono ottenute riprogrammando cellule adulte e non attraverso lo sviluppo di embrioni. Inoltre, è più sicuro in quanto non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--adsense--></p>
<p>Secondo quanto pubblicato su Nature, due team di ricercatori, uno canadese e uno britannico, sono riusciti a sviluppare un nuovo tipo di cellule staminali indotte (Ips) pluripotenti. Il nuovo sistema è eticamente compatibile perche&#8217; le staminali sono ottenute riprogrammando cellule adulte e non attraverso lo sviluppo di embrioni. Inoltre, è più sicuro in quanto non sono stati utilizzati virus per far regredire le cellule adulte. Le cellule staminali ottenute sono pluripotenti <span id="more-31"></span>quindi in grado di trasformarsi in qualsiasi tessuto umano.</p>
<p>La tecnica di regressione, sviluppata nel 2007 dal giapponese Shinya Yamanaka dell&#8217;universita&#8217; di Kyoto, prevedeva l&#8217;uso di virus che benche&#8217; resi inoffensivi potevano comunque causare alterazioni e anomalie nello sviluppo delle cellule indotte. Nella nuova modalità, i quattro geni capaci di far regredire le cellule adulte in staminali, sono stati inseriti utilizzando, anziche&#8217; un virus, uno speciale vettore molecolare chiamato &#8216;piggyBac&#8217;: si tratta di una sequenza di materiale genetico (trasposone) capace di spostarsi da una posizione all&#8217;altra del genoma.</p>
<p>La nuova tecnica e&#8217; stata messa a punto a Toronto da Andras Nagy e in Scozia da Keisuke Kaji, del Centro di medicina rigenerativa dell&#8217;universita&#8217; di Edimburgo. Le staminali cosi&#8217; ottenute potranno essere impiegate per rigenerare organi e tessuti umani danneggiati.</p>
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		<title>Cuore Infartuato e Staminali: Nuova Scoperta Italiana</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Dec 2008 21:35:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cuore e vasi sanguigni]]></category>
		<category><![CDATA[Terapie Staminali]]></category>
		<category><![CDATA[cuore infartuato cura cellule staminali]]></category>
		<category><![CDATA[trapianto e autotrapianto cellule staminali]]></category>

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		<description><![CDATA[Arriva come una bomba l&#8217;annuncio di uno studio italiano che prova la possibilità di rieducare le cellule staminali cardiache a riparare il cuore danneggiato da un infarto. Gli studiosi dell&#8217;Universita&#8217; La Sapienza di Roma e del Laboratorio di Biologia Molecolare Europeo di Monterotondo, hanno scoperto che l&#8217;infarto provoca un ambiente ostile all&#8217;attivita&#8217; delle cellule staminali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--adsense--></p>
<p>Arriva come una bomba l&#8217;annuncio di uno studio italiano che prova la possibilità di rieducare le cellule staminali cardiache a riparare il cuore danneggiato da un infarto. Gli studiosi dell&#8217;Universita&#8217; La Sapienza di Roma e del Laboratorio di Biologia Molecolare Europeo di Monterotondo, hanno scoperto che l&#8217;infarto provoca un ambiente ostile all&#8217;attivita&#8217; delle cellule staminali preposte alla autoriparazione del muscolo cardiaco.<span id="more-30"></span> </p>
<p>Ma gli studiosi non si sono fermati a questa importante scoperta. Hanno provato a modificare l&#8217;ambiente subito dopo il danno nella speranza di far riprendere alle staminali la loro corretta funzione. </p>
<p>Sono ricorsi al fattore di crescita mIGF-1 introducendolo nel muscolo cardiaco danneggiato. Pare che l&#8217;operazione si sia rivelata efficace modificando l&#8217;ambiente e attivando le cellule staminali. L&#8217;mIGF-1 è un fattore che di norma è presente nei tessuti dell&#8217;organismo ma in molte condizioni patologiche la sua funzione viene a mancare. </p>
<p>I test sui modelli animali di questa nuova terapia sembrano essere incoraggianti. In pratica si usano le cellule staminali proprie dell&#8217;organismo malato senza ricorrere a trapianti di staminali esterne e quindi senza implicazioni etiche e problemi di rigetto.</p>
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