Staminali riprogrammate: doccia fredda!

Il metodo Yananmaka, introdotto nel 2007, per riprogrammare cellule staminali adulte facendole regredire in cellule ‘bambine’, pare non sia del tutto sicuro. Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori italiani che ha osservato delle alterazioni e delle lacune nel Dna delle cellule staminali indotte con il conseguente rischio che le stesse diventino tumorali.

La ricerca, pubblicata online sulla rivista Cell Death and Differentiation, è stata coordinata da Pier Giuseppe Pelicci dell’Istituto Europeo di Oncologia (Ieo) e da Thanos Halazonetis dell’Università di Ginevra. Hanno collaborato anche l’Istituto Firc di Oncologia Molecolare (Ifom), l’Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia Genica e il Politecnico di Losanna.

Adesso che si è dimostrato che queste cellule, così promettenti per le terapie cellulari, accumulano mutazioni genetiche, i tempi per ottenere delle cure esenti da pericoli sono più lunghi del previsto. I risultati finora conseguiti nella sperimentazione restano comunque promettenti.

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